Benedetto chi ha inventato il quasi amore, ti rilassa, ti sconquassa il quasi amore

“Quasi amore”, Ugo Cornia, Sellerio editore.

Di amore più o meno ne parlano tutti, è infilato ovunque, ma del quasi amore non ne parla mai nessuno. Ci vuole il tocco magico per parlare di quasi amore, bisogna prima riconoscerlo, capire che forse forse è quasi meglio di quell’amore totalizzante di cui si riempiono la bocca tutti, e Cornia ce l’ha questo tocco.
Niente giochini stilistici, niente tromboni retorici, ma solo quella semplicità a cui tanti non riescono a pervenire, perchè la semplicità non è cosa facile, non a tutti viene bene. A Cornia sì.
Prende la sua penna e scrive questa storia, te la racconta e ti sembra di stare seduto su un divano con lui che sgrana le perline della sua vita amorosa come farebbe un tuo amico in una sera spensieratamente meditativa.
Periodi di catastrofi parziali del proprio cervello spesi lobotomizzati su un divano, sono il prezzo da pagare per l’azzurezza del mondo che arriva quatta quatta quando meno te lo aspetti, ed ecco che senti crescerti lo sbrago dentro, arriva l’infatuazione che ti sballa completamente, che ti scaravolta la vita. Inizia la samba del cuore che batte.
Un delicato inno al momento dell’infatuazione, il più precario, ma il più bello, c’è tutto, le ore spese a parlare con qualcuno che ti piace dove trapela quell’amore del mondo che ognuno si porta dentro, l’effetto altalena, quei momenti che sanno di perfezione perché il mondo va nel modo esatto, e in sottofondo quel sottile intreccio di paure che accompagna sempre i quasi amori perché sai che la disgrazia arriva sempre, anche in fretta.
Cornia è uno che scrive in preda ad uno sfrizzamento interiore e te ne accorgi, usa parole che nessuno più usa con un sapore fanciullesco, inventa perifrasi delicate per descrivere l’anatomia dei quasi amori come simultaneità dei corpi, speranza sessuale ed è per tutto questo che vorresti poterlo chiamare per raccontargliela o fartela raccontare.

First & Last Lines

“Per un periodo piuttosto lungo non sono riuscito a fare una vita ideale, anche se non so il perchè”

“E io, che per anni mi sono sentito uno che era arrivato alla fine di qualcosa, dove tutto sta finendo, e finiva continuamente senza smettere di finire neanche per un attimo, adesso, dopo avert tirato qualche sospiro di sollievo, bel giro di pochi giorni di colpo sono diventato uno che è all’inizio”

 

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