C’è chi la rivoluzione la fa per disperazione

“Salam, maman”, Hamid Ziarati, Einaudi.

Entrare in Iran, nella sua storia più recente e nella sua cultura per mano ad Alì ti emoziona, ti fa sorridere, ti fa arrabbiare. Alì è un bambino che tenta di spiegare a se stesso quel che sta vivendo il suo paese e la sua cultura, intanto su questo sfondo si snodano le vicende della sua famiglia. Una famiglia come tante, una maman che scuote spesso il trasognato Alì con scappellotti educativi, che lo strattona quando ne combina una delle sue. L’episodio in cui Alì scrive il suo nome con l’acquaragia sul pavimento della cucina per poi dargli fuoco, fa scompisciare. Te lo immagini proprio questo piccoletto scavezzacollo. Ti immagini la risoluta maman perno della famiglia, ti immagini questo babà che annuisce e osserva le pratiche educative della moglie, due genitori che si fanno in quattro per garantire un futuro ai figli in un qualche altrove visto che nel paese con la bandiera color anguria il futuro sembra più nero del passato.
Un bel quadro storico per capire l’Iran della rivoluzione, l’Iran di Khomeini, l’Iran della gente che ci credeva in un cambiamento.

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