E’ o amor che faz o homen

“La libertà è un passero blu”, Heloneida Studart, Marcos y Marcos.

Solo una come la Studart che sa che cosa è la non libertà poteva immaginare la libertà con questa splendida metafora del passero blu.
Il solare Brasile ha questa mano nera della dittatura, di una lunga dittatura, in cui tutto doveva essere sotto controllo.
E così puoi finire in prigione con una tarantola velenosissima che ti fa da secondino, solo per aver osato scivere sui muri “il passero è un uccello blu”. Finisce così Joao, l’uomo per cui si strugge Marina la protagonista, consumato nelle prigioni per la paura che quella tarantola faccia scempio del suo corpo. Marina si consuma con lui.
Ma non c’è solo questo c’è anche un matriarcato decisamente maschilista, in cui crescono diverse donne, sotto la guida di una capostipite centenaria che vede l’essere donna come una disgrazia.
Il passero blu è tante cose, può essere un riscatto dalla condizione di puttana, di pazza, di moglie, di santa in cui sono relegate le donne solo per questo dannato dato biologico.
Può essere il riscatto da una dittatura, la voglia di ribellione, la voglia di far sentire la propria voce con un messaggio incomprensibile per un potere paronoico che deve tenere le fila di tutto se no perde la ragione del suo essere.
Il tutto ben amalgamato dalle solite atmosfere magiche sudamericane, storie di infusi, di santeria, amuleti, pazzi e santi, amori di viscere e una buona dose di sensualità.

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