I ricordi d’infanzia sono alti un metro e venti…

“Il campo di nessuno”, Daniel Picouly, Feltrinelli.

Dopo è impossibile ritrovare lo stesso angolo.
Picouly racconta della sua infanzia, il libro è autobiografico per 98,94 %, in una famiglia di tredici figli nati da matrimoni diversi, che vivono nella periferia parigina degli anni 60 in un casa grande come un armadio a muro i cui confini sono tuttavia fluttuanti grazie alla mamma che fa variare le superfici in funzione delle ore. Alla mattina è lei che dirige,come una spigolatrice piena di braccia, e riesce a fare un’ ottima divisione degli spazi e dei lavori per spedire in tempo fuori da casa tutta la cucciolata.
Una narrazione disordinata come lo è la voce narrante, un ragazzetto di 10 anni che colleziona soldatini, etichette del camambert e parole, ma che con uno sguardo felicemente deformante riesce a cogliere le sfumature dell’umanità che lo circonda. Come sottolinea lo stesso Picouly: “Dieci anni è un’età universale. E’ l’età della grazia. L’ultimo momento prima di vedere i fili attaccati alle marionette. A dieci anni si è al colmo della nostra arte”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...