Il nuovo Hornby no però!

“Dopo di lei”, Jonathan Tropper, Garzanti.

E’ un libro furbo, nato per farci un filmetto natalizio sulla falsariga di “About a boy” e forse solo per questo si paragona Tropper a Hornby; di Hornby c’è solo il rapporto raggazzetto-papà putativo, punto.
Non è uno di quei libri in cui crogiolarsi, lo si legge di un fiato, fa sorridere in alcuni momenti, il tentativo di Doug di debellare la colonia di conigli ha il suo perchè: “Bugs, Thumper, Roger, Peter, Velveteen. Li battezzo come i loro omologhi celebrati nelle storie, poi faccio del mio meglio per spaccargli la testa. Perché mi ricordano dove mi trovo, abbandonato in questa vita che non ho mai programmato”.
La morte di sua moglie sospende Doug in un limbo di cinismo e disillusione, lui è seduto e aspetta, intanto attorno si srotolano le vite sospese di un sacco di gente, scoppia qualche bomba, ma è tutto bene quel che finisce bene.
Non ci sono grandi trovate di genio, ma qualche piccola perla qua e là la si trova.

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