Infiniti peccatori

“Infiniti peccati”, Richard Ford, Feltrinelli.

“Poche cose, sulla terra, sono veramente misteriose. Per la maggior parte hanno, dietro, spiegazioni deludenti, per strane che possano sembrare a prima vista” è tutto qui il senso del libro di Ford.
Infiniti peccatori, non tanto infiniti peccati, perchè in fondo il peccato su cui si concentra Ford è sempre solo e uno, il tradimento visto attraverso la lente del quotidiano.
Quindi donne e uomini della medio e alta borghesia americana, professionisti, arrivati lavorativamente, con famigliola felice che sembrano avere una vita pienamente soddisfacente. In realtà anime alla ricerca costante di qualcosa, di felicità forse, quando credono di avere intravisto un barlume di felicità si accorgono che si erano semplicemte accontenati di suoi facili surrogati.
Inevitabile riconoscersi o riconoscere qualcuno della nostra vita in questi racconti, è qui che sta la maestria del realismo di Ford.

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