Le cicogne cieche


“Ellen Foster”, Kaye Gibbons, Feltrinelli.

Ellen aveva una mamma buona, ma malata che muore e la lascia sola con un babbo decisamente poco buono, un sacco alcolizzato e che purtroppo non muore.
Ellen è risoluta, sa badare a se stessa e sela cavicchia anche da sola, ma è una bambina e vorrebbe una famiglia anche minimamente somigliante a quella che ritaglia dal Postalmarket che rifornisce di corredi perfetti per ogni occasione.
I servizi sociali cominciano la loro tarantella con il convincimento che la miglior famiglia sia quella naturale, la sballottano di qui e di là come un pacchettino, finche se la trova da Ellen la sua soluzione.
Non è l solita favoletta dell’orfanella che trova il suo riscatto, ne conosco tanti di bambini vittime della cicogna cieca che li ha depositati dove capitava, sono altrettanto risoluti, più pragmatici di tutto il clan di servizi che si dovrebbe occupare del loro benessere e purtroppo spesso restano solo a sognare una famiglia diversa da quella naturale.

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