L’infelice occidentale

“Persepolis”, Marjane Satrapi, Lizard.

Un tratto fanciullesco apparentemente tranquillizzante a raccontare la storia dell’Iran, la storia della Satrapi che in quell’Iran ci è nata e ci è cresciuta; colori netti, o bianco o nero, rendono invece tutta la forza d’impatto della storia, degli eventi narrati. L’oscurantismo del regime, la cupezza delle stragi non potevano che essere dipinte in bianco e nero.
Il registro della Satrapi è favoloso, lei che ha vissuto la guerra sulla sua pelle sa ironizzare in modo tagliente sul nostro comodo occidente. Gente che corre a fare scorte nei supermercati quando la guerra scoppia a 6000 chilometri da casa loro, suscita l’ilarità della famiglia Satrapi, come spiegarsi questo allarmismo? Semplice: gli occidentali sono così poco felici da angosciarsi per qualsiasi cosa.
Coglie in pieno il vivere a metà dell’immigrato, in europa è un sordido iraniano ergo terrorista, in Iran è un traditore.
Un grande fumetto che comunica, commuove e coinvolge.

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