Nessuno ti giuro, nemmeno il destino

“Nemmeno il destino”, Gianfranco Bettin, Feltrinelli.

Questo è uno di quei libri che leggi una volta preso dalla trama e poi ti viene da rileggere perchè alla fine ti accorgi che non l’hai gustato, ci sono dei picchi di poesia.

Il titolo che riprende il refrain di una vecchia canzone di Mina, suggerisce candidamente il fondo di questo romanzo etico: da una parte c’è dunque il destino, il destino che incombe e trascina, un forza ottusa che non ci rispetta, che alimenta oscuri timori, ancestrali paure, che non distingue, passa e basta, calpestando brutale libertà e intelligenza, affetti e pensieri, che è soltanto furia desolata o delirio di solitudine e dolore; dall’altra, invece, l’ostinata volontà di capire, la convinzione che si può cambiare, migliorare, che vale la pena di ribellarsi al destino, e la certezza che il primo passo di questa liberazione coincide proprio con il racconto, con la liberatoria ricostruzione della propria esperienza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...