Paese mio che stai sulle colline…

“La luna e i falò”, Cesare Pavese, Einaudi.

…disteso come un vecchio addormentato pronto a risvegliarsi non appena ritorna qualcuno che cresciuto in quel paese è andato a ceracre fortuna altrove. Ecco che una pagliuzza ridesta il falò della memoria e ritornano gli anni dell’infanzia da bastardo, l’adolescenza sognando l’aldilà oltre le colline e poi oltre l’oceano, l’amicizia che ti insegna che sarai sempre un tapino se non leggi nei libri.
Storie di tutti i giorni di questa gente che aveva popolato il paese prima che una qualche disgrazia se li portasse via. E di disgrazie ce ne sono tante specie, può essere digrazia la povertà così come la ricchezza, l’essere storpio o l’essere tanto bella e desiderata.
Un inno d’amore per le proprie terre, uno splendido affresco storico di un paese e della sua gente dipinto con una scrittura cristallina.

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