Sarei potuta nascere omina politica anche io se non fosse per la bontà del Signore

“Il buio oltre la siepe”, Harper Lee, Feltrinelli.

Un padre avvocato di una certa età che ha inequivocabilmente il volto di Gregory Peck cresce i suoi figli con un senso di giustizia che trova il suo principio cardine nel motto “non si spara ai passeri”, passeri come sinonimo di deboli, ma siamo nell’America razzista degli anni trenta quando gli uomini riducevano la vita dei propri simili ad un inferno,specie quella dei neri,senza nemmeno riflettere un istante che sono uomini come noi.
Due figli la coraggiosa Scout e il mite Jem, fanno giochi da bambini, fino a quando il loro padre si trova a dover difendere un uomo di colore accusato di stupro, diventano parte di questa vicenda, assistono al processo con trepidazione convinti del suo buon esito.
L’arringa finale di Atticus al processo merita una citazione ”Signori, i testimoni a favore dell’accusa si sono presentati a voi nella cinica presunzione, nella diabolica presunzione, che tutti i Negri mentono, che tutti i Negri sono fondamentalmente esseri immorali, che non c’è da fidarsi di tutti gli uomini Negri quando sono attorno alle nostre donne. Ma voi conoscete la verità, e la verità è questa: alcuni Negri mentono, alcuni Negri sono immorali, di alcuni Negri non c’è da fidarsi quando sono attorno alle donne – nere e bianche. E’ una verità che si applica alla razza umana e a nessuna particolare razza di uomini. Non c’è in quest’aula un solo uomo che non abbia mai mentito, che non abbia mai commesso qualcosa di immorale, e non c’è uomo vivente che non abbia mai guardato una donna con desiderio. Thomas Jefferson una volta disse che tutti gli uomini sono creati uguali. Ebbene, noi sappiamo che in realtà non tutti gli uomini sono creati uguali: alcuni sono più intelligenti di altri, alcuni hanno migliori opportunità, alcuni hanno più soldi, alcuni hanno più talento. Ma c’è un luogo in questo paese in cui tutti gli uomini sono uguali, in cui il povero è uguale a Rockefeller, lo stupido uguale a Einstein, l’ignorante uguale al professore universitario, e quel luogo sono le corti di giustizia. I nostri tribunali hanno i loro difetti, come ne ha qualsiasi istituzione umana, ma in questo paese le corti di giustizia sono i grandi livellatori, nei nostri tribunali gli uomini sono tutti uguali”.
E alla fine la delusione, l’indignazione forte che solo un bambino può provare dinnanzi a un sistema che dice che la giustizia non è proprio uguale per tutti.
Figure bellissime tutte, dai bambini, al padre, al misterioso Signor Radley, a Calpurnia la governante…Scout ha comunque un posto speciale nel mio cuore.
E sarebbe bello che tutti leggessero questo libro con i loro figli, e che lo avesserro letto anche gli omini politici, ma mi sa che quelli non leggono proprio.

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