Siamo alle solite, alle prese con i propri ombelichi

“Tuttalpiù muoio”, Albinati & Timi, Fandango.

Non è un capolavoro, non è scritto manco tanto bene e insomma solo perchè lo scrive l’accoppiata timi-albinati è stato degno di pubblicazione, quando in giro c’è gente che scrive decisamente meglio…cose che puoi leggere in molti blog, senza spendere 17 euro e fischia. Alla fine comunque è un libro simpatico, bellini i racconti di infanzia e adolescenza di Filo, in alcuni momenti ti fa sorridere (il racconto del modulatore di voce del nonno che parla come mazinga è proprio simpatico), in altri ti viene da annuire perchè pure tu vedevi i cartoni animati delle orfanelle, pure tu sbavavi per i lego “costruisci l’intera città di legoland”, pure tu avevi le barbie sempre orfane di almeno una scarpetta….
in altri momenti invece pura noia, ti perdi nei vaneggiamenti del protagonista senza capire dove vuole andare a parare.
Discontinuo anche come libro, come se si sentisse il fatto che è stato scritto a quattro mani, l’impressione mia è che si siano divisi il lavoro “tu fai i capitoli hot” e “tu fai quelli più giocosi”.

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