Tristezza per favore va via


“Ieri”, Agota Kristof, Einaudi.

Un libricino piccolo piccolo ma denso.
Si respira solitudine per tutto il tempo con questo libro tra le mani, già la copertina sapientemente studiata da einaudi è una gran botta di triste solitudine.
Senza fronzoli l’autrice descrive il vuoto della vita di un immigrato in un paese fatto di volti estranei. Ti senti estraneo con lui, vorresti fornirgli la chiave per ricostruirsi una memoria, quella chiave che insegue. Chiave che non esiste di fronte all’imprendibilità degli accadimenti umani, stranieri anche noi rispetto ad una vita che non si lascia ordinare in un percorso leggibile.

“… Domani, ieri, che vogliono dire queste parole? Non c’è che il presente. Una volta nevica. Un’altra volta piove. Poi c’è un po’ di sole, un po’ di vento. Tutto ciò è adesso. Non è stato, non sarà. E’. Sempre. Tutto insieme. Perché le cose vivono in me e non nel tempo. E in me tutto è presente”

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