Un viaggio allucinogeno


“L’inferno comincia nel giardino”, Jonatha Lethem, Minimum Fax.

Questo libro è come una bustina di funghetti allucinogeni, ogni racconto è come un funghetto che ti porta in realtà alternative.
Primo funghetto: il viaggio in un inferno in cui il tempo non comincia fino a quando non ti alzi dal tavolo dove aspetti la colazione che ti sta preparando un’ammaliante strega.Continui passaggi dall’inferno alla vita reale perchè questa è la condanna del protagonista del racconto ibernato in punto di morte.
Secondo funghetto un campo da basket dove i giocatori hanno tute che replicano i talenti di grandi star del basket; la terza allucinazione porta nel ghetto con tossicomani inseguiti da alieni che si nutrono delle altrui sofferenze.
E via così allucinazione dopo allucinazione per ogni racconto, fino alla nota malinconica finale.
Una miscellanea di generi, forse di scopiazzature di cose già sperimentate, ma condite con la fervida fantasia di Lethem che alla fine ti fa riplanare alla realtà, é finito il trip e sale la malinconia, ti accorgi che queste anime intrappolate in piccoli inferni personali sono pateticamente vicine alla realtà

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