Elegantemente ricci alla Dupont

“Io sono Charlotte Simmons”,  Tom Wolfe, Mondadori.

Charlotte Simmons morigerata liceale del North Carolina, grazie alla sua brillante carriera scolastica si guadagna un passaporto per la Dupont University, uno dei college più in lustro degli Stati Uniti.
In North Carolina nessuno se la filava perchè era la secchiona snob che leggeva l’opera integrale di Darwin, cosa abbastanza irreale per un liceale medio italiano, ma andiamo oltre a questo paradosso.
Crede di arrivare alla Dupont e di trovare finalmente il cenacolo di intellettuali che aveva sognato per tutta la vita, invece sorpresa sorpresina, cosa trova Charlotte? Imbecillotti che sono lì per un borsa di studio sportiva, figli di papà e mammà tutti brandizzati, tecnoligici e soprattutto superficiali.
Ma superficiali nel senso più gretto del termine, non studiano tanto pagano i due di cui sopra, ma scopano un sacco, con chi capita, droghe e profusione e soprattutto tanto razzismo malcelato.
Regole per essere qualcuno alla Dupont:
1- venire da licei noti e blasonati
2-avere genitori che hanno composto il grande puzzle “rendiamo grande questa nostra america”
3-scopare come un riccio, essere vergine coincide con la lettera V scarlatta da stampigliarsi in petto
4-essere cool, che vuol dire parlare un patois del cazzo, ovvero infarcire i discorsi con l’interizione cazzo in tute le sue romantiche declinazioni; vestire alla moda con jeans della diesel, pancette in fuori per le lei, piedini calzati in infradito per i lui; essere in un fraternity o in una sorority e scambiarsi vicendevolmente i liquidi tra appartenenti a queste belle caste.

A quanto pare è tutta storia vera, Wolfe è un giornalista e per scrivere questo libro ci ha messo un bel po’tra ricerche e consulenze con gentte addentro nella questione universitaria, è bello come scrive, ha questo piglio da giornalista che non si perde troppo in descrizioni e dettagli eppure riesce a mettere in piedi un romanzo da più di 700 pagine che copre un anno universitario.
Il libro scorre alla velocità della luce, non è un capolavoro, ma è una lettura piacevole.
E poi quanto è meglio l’università italiana, ancora popolata di nerdacchioni, c’è qualche fighetto sì, ma di solito non va molto lontano se effettivamente non ha le capacità, non esistono borse di studio per lo sport, ma borse di studio in cui puoi solo barare sulla dichiarazione dei redditi.

First & Last Lines

“Ogni volta che la porta della toilette degli uomini si apriva, il terribile frastuono degli Swarm, la band che si stava scatenando nel teatro, al piano superiore, entrava con tale prepotenza da rimbalzare sugli specchi e lavabi, sembrando ancora più assordante”

“E come si conviene, la ragazza di Jojo Johanssen dovette unirsi al coro”

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