Il cielo è proprio dei violenti

“Il cielo è dei violenti”, Flannery O’Connor, Einaudi.

Finito con estrema fatica per il fastidio che mi provocavano storia e personaggi, a mandarmi avanti solo la preziosa scrittura di questa donna.
Eppure lei era un sacco simpatica, un piccolo genio in gonnella quando il genio era concesso per lo più a maschi alfa della specie, una che da bambina e anche da non troppo bambina addestrava polli e volatili da cortile e alle lezioni di economia domestica confezionava abitini per il suo piccolo circo agreste.
Insomma un personaggino di tutto riguardo, poi spirata velocemente a meno di 30 anni bruciata da una malattia.
Una che aveva tutta questa “moltezza” poteva scrivere cose più semplici e disincantate, invece no, ha intrapreso questa crociata per dimostrare come i violenti siano convinti che il cielo sia tutto loro.
E, ahinoi, ha un sacco ragione. La O’Connor prende dei personaggi che vorrebbero essere macchiette, le mette nel sud arretrato e tradizionalista degli Stati Uniti per far sbocciare il seme della follia, ma poi ti accorgi che questi violenti padroni del cielo sono ovunque, fuori da quel profondo sud e fuori dai libri.
Sono tutti quelli che al grido “noi siamo per la vita” calpestano la vita delle donne che decidono liberamente di abortire, ma non vogliono la vita da fecondazioni assistite. Sono quelli che con le loro scarpette prada intraprendono la strada magica dell’intolleranza e parlano dell’omosessualità come di comportamento intrinsecamente cattivo.


First & Last Lines

“Lo zio di Francis Marion Tarwater era morto solo da mezza giornata quando il regazzo di ubriacò troppo per finire la fossa…”

” I suoi occhi strinati dal fuoco, neri nelle orbite profonde, sembravano già vedere il fato che lo apsettava, ma Tarwater proseguì senza esitazione, col viso rivolto alla città oscura, dove i figli di Dio giacevano addormentati”

Advertisements

3 Comments Add yours

  1. Darjeeling ha detto:

    ciao.
    anche io fotografo i libri di cui scrivo nel mio blog.
    però non ho un “testimonial” di razza come il tuo…

    1. amandadeambrogio ha detto:

      diciamo che lui più che il testimonial fa il competitor, compete per l’affetto che io nutro per i miei libri, ma in cuor suo lo sa che lui è sempre il primo:)))

  2. Emanuele P. ha detto:

    finalmente una recensione scritta da cani che non si nasconde dietro un dito

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...