Two can keep a secret if one of them is dead

“I cani di Babele”, Carolyn Parkhurst, Fazi.

Reduce dal mio adorato “Skippy muore” è stato difficile ingranare una nuova lettura, ma ce l’ho fatta!
I cani sono quanto di più vicino al mio cuore in questo momento, non voglio con questo dire che sono una di quelle misantrope che ama gli animali in maniera sviscerata perchè non ce la fa ad amare gli esseri umani.
I miei cani non sono per me un surrogato di affetto umano, sono loro e basta, che silenziosamente sono vicini al mio cuore.
Quando sono allegra e quando sono buia silenti prendono le misure dei miei umori e ne conoscono ogni gamma, forse il fatto di stare in silenzio gli ha insegnato ad ascoltare e capire ogni minimo segnale.
Per questo “I cani di Babele” parla la mia lingua, non posso che condividere l’idea centrale del libro per cui i cani diventano silenziosi testimoni e custodi dei segreti più intimi del loro padrone. Se potessero parlare ci racconterebbero come davvero è una persona.
Questa è l’idea che imbraccia il protagonista, dopo la morte della moglie incerto se si tratti realmente di un incidente, crede di poter far parlare il loro cane, Lorelei, per farle raccontare ciò che solo lei ha visto.
L’ottimismo dei disperati lo conduce in questa battaglia contro il buon senso, forse i cani non parlano, ma vedono e riconoscono le cose che hanno già visto.
Un romanzo doloroso, l’amore e il dolore sfumano l’uno nell’altro come se fossero quasi la stessa cosa, d’altronde ormai lo sappiamo tutti il leit motiv che non c’è amore senza sofferenza, la viata è bastarda prima o poi ti presenta il conto per gli attimi di felicità che ti ha concesso.

First and Last Lines

“Ecco che cosa sappiamo, noi che possiamo parlare per raccontare una storia: nel pomeriggio del 24 ottobre, mia moglie Lexy Ransome, si arrampicò in cima al melo nel giardino dietro casa e precipitò morendo sul colpo”

“E scopro, sempre più man mano che passano i giorni e il balsamo del perdono irrora la superficie crepata e incrinata del mio cuore, scopro che ricordarla com’era è un dono che posso fare ad entrambi”

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One Comment Add yours

  1. lordbad ha detto:

    amore e morte: indissolubile legame!

    Un bel post, complimenti..

    Tra l’altro non resta mai facile affrontare il tema del suicidio. Un tema dalle molteplici sfaccettature che ci pone davanti lo spettro della libertà di scelta, uno spettro drammatico.

    Noi di Vongole & Merluzzi abbiamo scelto di solcare quest’argomento ma lo abbiamo fatto con lo stile che ci è più consono, spero avrai modo di ricambiare la visita

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/03/31/perche-un-coniglietto-d%e2%80%99oggi-puo-uccidersi/

    Ad Maiora, Lordbad

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